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Celebrato in tutta Italia il Centenario della Vittoria!

In questi primi giorni di Novembre, con apice il 4, la Giornata della Vittoria, i patrioti italiani sono scesi nelle piazze d’Italia rivendicando il significato della storica data.

Questo centenario – che più di qualcuno voleva far passare sotto silenzio – è stato contrassegnato dalla marcia nazional-popolare che ha visto le strade delle nostre città riempirsi di tricolori, di Italiani. Un popolo che, secondo quando ci narrano i “soloni” dell’internazionalismo di sinistra e di destra, è destinato a scomparire e che, invece, in questi giorni è “risorto”, rivendicando non solo la sacralità della Nazione, ma anche il proprio diritto di esercitare una “missione” e un “primato” nel mondo.

Impossibile è elencare tutte le manifestazioni che hanno finalmente riportato in piazza la bandiera italiana e la “Patria in armi”, fiera, sovrana, indipendente, come un’aquila imperiale che vola sulle vette dell’Europa, non certo quella dei mercanti, ma quella sognata da Nietzsche, armata di “volontà di potenza”. Ci limitiamo ad evidenziare alcune cerimonie veicolate grazie all’attività del Comitato pro Centenario 1918-1922 che ha particolarmente curato il coordinamento delle manifestazioni nel nome sacro della Vittoria e nella riaffermazione storica e politica che “i gagliardetti della Rivoluzione partono da Vittorio Veneto”. Un momento storico che, quindi, ci proietta in quello che sarà un quadriennio di centenari fondamentali per la vita della nostra Nazione.

Il 3 Novembre, organizzato dal Circolo Culturale “Filippo Corridoni” del Prof. Massimo Zannoni si è svolto l’omaggio al monumento dell’arcangelo sindacalista, Medaglia d’Oro al V.M., Filippo Corridoni, sito nell’omonima piazza di Parma. Il monumento inaugurato dal Duce il 29 Ottobre 1927, oggetto di un recente restauro, ha così dato l’inizio alle celebrazioni nazional-popolari per la Vittoria. Di seguito la conferenza del Dott. Pietro Cappellari sul diciannovismo, in cui si è illustrato con dovizia di particolari e documenti, come il fiumanesimo confluì nello squadrismo dando al fascismo quella carica rivoluzionaria che lo portò al potere nell’Ottobre 1922.

Il 3 Novembre, a Trieste, i militanti di Casapound riconsacravano la città all’Italia, rivendicando nel nome della Patria la resurrezione della Nazione. Ad aprire il corteo triestino i labari dell’Onore, il medagliere dell’A.N.A.I. (sorretto da Leonardo Romano dell’Ordine dell’Aquila Romana), il medagliere della F.N.A.I., il labaro dell’Associazione Nazionale Arma Milizia, quello della Decima MAS – Compagnia d’Annunzio e della Centuria Volontari di Guerra. Tutti uniti nel nome dei caduti per la grandezza nazionale e della continuità ideale.

Il culmine delle manifestazioni è giunto il 4 Novembre, quando una nutrita schiera di militanti dell’Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads ha deposto una corona d’alloro al Sacrario militare di Nervesa della Battaglia: “Inquadrati in maniera ordinata e composta e con in testa il labaro del VFS e il labaro del Reparto A.N.A.I. di Verona, decorato di due Medaglie d’Oro al V.M., i patrioti hanno marciato fino all’ingresso dell’Ossario. Breve cerimonia, ordinata, pulita, estremamente rispettosa e senza tanti fronzoli che ha fatto seguire alla deposizione di una corona d’alloro su cui capeggiava la scritta ‘Onore agli Eroi della Vittoria!’. Un fragoroso «Presente!» che ha rimbombato all’interno del monumento e riecheggiato fino al vicino fiume Piave, lasciando pietrificati e sbalorditi i presenti”.

Mentre centinaia di militanti della Comunità di Federazione si adunavano sul Monte Grappa, i patrioti bresciani guidati da Vincenzino Ascrizzi marciavano sul Sacrario militare del Tonale, dove lasciavano in omaggio una corona d’alloro ornata di tricolore un gagliardetto nero. A Roma si svolgeva contestualmente la manifestazione nazionale di Forza Nuova in nome della Vittoria.

Sempre nella Capitale, una delegazione del Comitato pro Centenario 1918-1922 guidata da Gabriele Adinolfi, con la bandiera di guerra dell’A.N.A.I., rendeva omaggio al Milite Ignoto al Vittoriano e, successivamente, si recava a Piazza Vittorio per deporre delle rose rosse ai piedi del monumento ai caduti della Grande Guerra.

MONTE GRAPPA: L’OMAGGIO DELLA COMUNITA’ DI FEDERAZIONE

A cento anni dalla Vittoria d’Italia, la Comunità di Federazione ha reso onore ai Caduti Italiani della Grande Guerra scegliendo uno dei luoghi che più incarnò la difesa dei confini: il Monte Grappa.

La giornata è iniziata con un omaggio al Sacrario Militare che racchiude le spoglie di circa 22.950 soldati che li ancora oggi riposano. Un sacrario che scolpisce nel marmo il Sangue versato dai Soldati italiani (tra i quali migliaia di ignoti) ad eterno ricordo di chi scrisse i confini della Patria, e che – in adesione ai principi di rispetto militare e pietas verso i defunti – ha raccolto le spoglie anche dei nemici di guerra.

La cerimonia è proseguita con un corteo nei pressi del Monumento di Ponte San Lorenzo, il quale recita: “Qui giunse il nemico è fu respinto per sempre. 15 giugno 1918 Roma Eterna ne segnò il ricordo”.

In questo punto in cui gli Italiani cento anni fa respinsero le truppe austriache, è stato simbolicamente piantato un albero coperto con lembi di terra provenienti dalle città delle nostre Comunità Militanti e bagnato con l’acqua del Piave, fiume sacro della Patria. In questo frangente, la nostra Comunità ha rinnovato un giuramento di fedeltà e di promessa di continuità ideale con i Caduti per la Patria: “Nel solco tracciato dal Milite Ignoto, siamo chiamati ad essere il faro di luce per la riscossa di una Patria oggi non meno sotto attacco di allora”.

Monte Grappa tu sei la mia Patria”, cantavano i nostri Soldati: da quel luogo, veramente “terra dei padri” in quanto bagnato da fiumi del loro Sangue, abbiamo rinnovato il giuramento: ITALIA.

 

VITERBO – OMAGGIO AL SACRARIO

Per ricordare i nostri soldati periti in battaglia, il Comune di Viterbo ha organizzato una manifestazione molto toccante ed intenza dinanzi al Sacrario, il monumento dedicato ai caduti di tutte le guerre. I circa cento convenuti hanno assistito alla sfilata della Associazioni militare e della Croce Rossa. Nella sala degli Almodiani situata a pochi metri dal Sacrario, è stata allestita la mostra “O Piave o tutti accoppati” con cimeli della Grande Guerra, riproduzioni dei giornali dell’epoca e pannelli informativi.

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